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Irpinia: museo dei castelli

Museo dei castelli

 

Introduzione

L’Irpinia è tutta da scoprire. Tesori d’arte e d’architettura, testimoni di una storia secolare, spesso cruenta; luoghi di profonda religiosità, appartati ma ospitali, custodi di culti antichi e di reliquie veneratissime; oasi di natura incontaminata, pulsanti di colori e di profumi. Una terra speciale, attraversata da nastri sottili che uniscono punti spesso lontani, una volta quasi inaccessibili. Quei nastri sottili, a ben guardare, sono vie: la via della fede, punteggiata di santuari, conventi, chiese; la via dei manieri: rocche, castelli, borghi fortificati; la via della natura: fiumi, laghi, boschi di insospettata, stupefacente bellezza. Ma non solo. L’Irpinia è un territorio vivo, permeato di tradizioni. Tradizioni popolari, intrise di misticismo, cultura e credenze contadine, con i loro riti, le feste, le sagre. Soprattutto, tradizioni culinarie: variegate, saporite, corpose, che a seguirle permettono di sperimentare itinerari del gusto, pieni di fragranze e di aromi, frizzanti e genuini.

L’Irpinia è uno scrigno verde pronto a dischiudersi.

Siete liberi di non venirci, ma se lo fate non sapete cosa vi perdete.

I castelli irpini

In una cornice naturale di grande suggestione, l’Irpinia, terra di Feudi, Principati e Baronie, ospita circa 70 tra fortezze e roccaforti soprattutto di epoca longobarda e normanna. Argine alle terribili incursioni saracene, custodi dei beni dell’intera comunità, i castelli irpini, baluardi spesso inespugnabili di una potente nobiltà di provincia, hanno avuto vita lunga, lunghissima, passando di padre in figlio, seguendo le sorti delle varie casate. Sopravvissuti a un tempestoso Medioevo, con il Rinascimento i Castelli dell’Irpinia videro iniziare la loro trasformazione in eleganti dimore signorili. Castelli aviti dell’aristocrazia partenopea, luoghi di ristoro dopo serrate battute di caccia tra boschi verdi e fittissimi, residenze gentilizie di rappresentanza, questi edifici hanno segnato la storia dei luoghi. Architetture secolari che raccontano di guerre e saccheggi, assedi e battaglie. Al tempo stesso, tra quelle mura possenti e sfregiate aleggia la memoria di corti eleganti, feste mondane, passaggi di artisti e poeti. Protagonisti di un paesaggio che non smette mai di affascinare il visitatore, con scorci suggestivi di una natura incontaminata fatta di verdi valli, limpidi fiumi e ampie distese coltivate a biondo grano, i castelli irpini sono i muti testimoni di antichi eventi, giunti sino a noi tramandati nella dura roccia e nelle solide pietre. Dalla roccaforte di Ariano Irpino, all’imponente Torre Normanna di Casalbore, passando per l’antico borgo fortificato di Quaglietta, ai ruderi del Castello Longobardo di Montoro Inferiore, fino ad arrivare alla dimora signorile di Taurasi, questi giganti di pietra delineano un itinerario tracciato lentamente da uomini di diverse epoche, protagonisti di gesta che ormai appartengono alla Storia. Solenni monumenti diroccati o intatti, talvolta abbandonati o in fase di restauro, rappresentano, oggi, un patrimonio inestimabile di architettura, storia arte e cultura che merita di essere conosciuto e valorizzato.

Casalbore, un borgo di naturale bellezza

Casalbore, il cui nome deriva da Casali Albuli, con riferimento alla pietra bianca locale utilizzata nelle costruzioni, sorge al confine con la provincia di Benevento, lungo il percorso del Regio Tratturo Pescasseroli-Candela. L’area è abitata sin dall’antichità, come testimoniano i preziosi reperti archeologici del Tempio Italico (V-VI sec. a.C.), unico edificio templare di età sannitica conosciuto in Irpinia, e i resti della necropoli sannitica situata in Località Spineto. Nel Medioevo il borgo si sviluppò attorno alla Torre Normanna, nucleo centrale dell’apparato difensivo che successivamente si sviluppò. Il centro storico è connotato dalla presenza di diversi edifici signorili, impreziosite da portali in pietra e finestre di ispirazione gotica. Tra gli edifici religiosi spiccano il Monastero di Santa Maria della Misericordia, ricostruito dopo il sisma del 1962 e custode di una preziosa tela settecentesca raffigurante la Madonna della Misericordia tra San Domenico e altri Santi e la Chiesa di Santa Maria dei Bossi, di epoca alto-medioevale, costruita utilizzando anche le strutture murarie di un monumento funerario risalente al II secolo d.C. Casalbore è conosciuto anche come "il paese delle cinquanta sorgenti" per la ricchezza delle sorgenti d'acqua presenti sul suo territorio ricco di verde ed è noto per le produzioni tipiche, in particolare i caciocavalli e i Pecorini Laticauda, prodotti con il latte di razza ovina che rappresenta una preziosa biodiversità locale, oltre che per la produzione di carni marchigiane e di salumi provenienti dai suini allevati in loco.

La Torre Normanna

La Torre Normanna rappresenta l'elemento storico e architettonico simbolo di Casalbore e probabilmente ha segnato, con la sua costruzione, la nascita vera e propria del borgo antico. Costruita agli inizi del XII secolo, la torre rappresentava sia un punto di osservazione, necessario al controllo dei traffici commerciali da e per le Puglie, che un baluardo strategico posto a difesa della sottostante Valle del Miscano. Solo successivamente, intorno ad essa, si sviluppò un complesso architettonico più articolato difeso da bastioni.

L'intero complesso, di caratteristico colore grigio chiaro, è costruito nella tipica pietra locale. La Torre a pianta tetragona è anche porta d'accesso carrabile all'intera struttura sviluppatasi intorno a una piazza d'armi. Dell'originario fortilizio resta anche una torre più piccola posta a sud-est del coevo tracciato murario. Realizzata secondo il gusto gotico, come testimoniano alcuni archi ogivali e bifore, la struttura fu trasformata nel cinquecento ad opera della nobile famiglia Caracciolo, con l'aggiunta di quattro porte di accesso più una portella. A ovest la Porta Beneventana con ponte levatoio, a est la Porta Vallone, a sud la Porta Fontana, a nord la Porta Carrara per il passaggio dei carri e a sud-Est la Portella (attualmente via G. Maraviglia).

L'interno del Castello era diviso in due corti, in una delle quali (posta a est) vi era insediato il Seggio popolare per i giudizi della Corte Marchesale.

Il Museo dei Castelli

I locali dell'area castellare che affianca la Torre Normanna, simbolo del borgo di Casalbore, ospitano il "Museo dei Castelli", percorso didattico - espositivo dedicato alle secolari roccaforti che popolano l'Irpinia. Il museo, nato grazie alla collaborazione tra l'Associazione Culturale Terre di Campania e il Comune di Casalbore, ha come suo nucleo principale la Mostra Fotografica "Immagini come appunti di viaggio – Castelli e Fortificazioni in provincia di Avellino". Di ogni castello irpino incluso nell'esposizione fotografica viene illustrata la storia e l’architettura, assieme ad informazioni sul territorio su cui insiste, con le sue peculiarità e le leggende e aneddoti che lo contraddistinguono. Oltre all'area espositiva il "Museo dei Castelli" si compone di un percorso

didattico dedicato alla scoperta del mondo dei castelli e del Medioevo. Il "Museo dei Castelli" ospita anche convegni, presentazioni ed eventi dedicati alla valorizzazione del territorio e delle sue tipicità e aspira ad ampliare l'esposizione fotografica grazie all'inclusione dei castelli presenti nel Sannio Beneventano. Una visita al "Museo dei Castelli" di Casalbore è un'esperienza da non perdere per scoprire una delle realtà più affascinanti della regione Campania.

Visita il museo

Il "Museo dei Castelli" è aperto su prenotazione tutti i week-end da marzo fino ad ottobre e in qualsiasi altro giorno della settimana per gruppi organizzati e non. Per gruppi organizzati e non, vi è la possibilità di partecipare a degustazioni di prodotti tipici locali e di pranzare presso le strutture agrituristiche convenzionate.

Aperture straordinarie sono previste nel corso dell'anno e in occasione di eventi e manifestazioni.

Il "Museo dei Castelli" è aperto alle visite degli alunni degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, i quali hanno anche la possibilità di partecipare a laboratori didattici sul tema dei castelli medioevali.

Per prenotare visite al borgo di Casalbore e al “Museo dei Castelli” contatta i volontari dell’Associazione Culturale Terre di Campania.

Esempio di programma: Una giornata a Casalbore Visita al Borgo: Torre Normanna, Piazza d’Armi, Porte di Accesso Degustazione di Prodotti Tipici Visita al Museo Pranzo in Agriturismo Spesa in fattorie

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